monica maggioni

 

Monica Maggioni è nata a Milano il 20 maggio 1964. E’ una giornalista che ha sempre voluto fare la reporter di guerra e c’è riuscita. Tra il 2000 e il 2002 ha raccontato il conflitto tra israeliani e palestinesi. Nel 2003, allo scoppio della guerra in Iraq, è partita al seguito dei militari americani, poi è rimasta a lungo a Baghdad. Da allora ha continuato a occuparsi di guerre dalla Birmania, all’Uganda, all’Afghanistan. Nel 2008 è partita per gli Stati Uniti dove ha seguito la campagna elettorale di Obama e ha ritrovato i militari che aveva conosciuto in Iraq. Nel 2009 è tornata in Afghanistan con i marines. Adesso vive a Roma ed è il capo della redazione esteri del TG1. Negli anni ha condotto diverse trasmissioni, il telegiornale e ora, Speciale TG1. Ha scritto due libri, “Dentro la guerra” e “La fine della verità”.


ideato e diretto
Monica Maggioni

fotografia
Francesco Malatesta

operatori di ripresa
Alfredo Carillo
Giuseppe Malpasso
Greg Brault

art director
Dario Curatolo

montaggio
Roberto Di Tanna

graphic
studiodca

musiche originali
Luca Velotti

sceneggiatura
Monica Maggioni
Dario Curatolo

ricerche e documentazione
Miriam Tola
Gian Micalessin

organizzatore generale
Miriam Tola

segreteria produzione Italia
Antonella De Santis

Sottotitoli
Raggioverde

una produzione
Raicinema e Mediakite

si ringrazia il TG1-RAI per i materiali originali dei reportage di Monica Maggioni e Silvio Giulietti in Iraq

per informazioni
info@ward54.com

 

Dopo anni passati a raccontare i soldati americani al fronte, ho cercato di capire cosa succede quando tornano a casa. Ho scoperto che per molti di loro gli incubi e le angosce della guerra sono ancora lì. Non solo. Vengono meno anche le certezze date dal vivere in branco. Spesso i ritorni sono storie di solitudine e impossibilitàdi trovare le parole per condividere quel che ti si è scavato dentro. E’ il viaggio in un incubo che è difficile capire per chi non c’è stato, non ha vissuto le stesse angosce, non ha guardato negli occhi lo stesso orrore.

Questa è la storia di chi torna a casa e poi si perde.

Kris Goldsmith è un soldato dell'esercito americano. Al suo ritorno dall'Iraq si scopre incapace di fare i conti con quello che ha vissuto. A Baghdad il suo compito è fotografare e classificare i cadaveri iracheni ma di fronte all’orrore di una fossa comune, in lui scatta qualcosa. Ha incubi, continui flash back. Al suo ritorno in America è malato di PTSD (disordine da stress post-traumatico). I medici diagnosticano una profonda depressione, ma l'esercito gli ordina di ripartire per l'Iraq nonostante la sua richiesta di congedo. Kris durante la cerimonia del Memorial Day tenta il suicidio. Il suo e' un racconto lucido, una denuncia nei confronti di un'America pronta a mandare i soldati in guerra ma non disposta a fare i conti con il trauma di chi torna. Kris viaggia attraverso gli Stati Uniti fino a casa dei L ucey, i genitori di Jeff, un Marine che si è suicidato al ritorno dall'Iraq. Il racconto straziante di Kevin, il padre di Jeff, riporta Kris al momento in cui lui stesso ha tentato di togliersi la vita. Le storie di Kris, di Jeff e degli altri protagonisti di Ward 54, rivelano la realtà vissuta oggi da molte famiglie americane. Negli Stati Uniti ogni giorno, secondo Army Times, diciotto veterani si suicidano. Nonostante tutto molti militari continuano a non chiedere aiuto temendo di essere isolati o di subire ritorsioni dall'amministrazione militare. Kris Goldsmith ha testimoniato davanti al Congresso e ora combatte una battaglia contro l'amministrazione militare che rifiuta di congedarlo “con onore” a causa del suo tentativo di suicidio.

Ward 54, è il braccio psichiatrico del Walter Reed, l'ospedale dei veterani di Washington D.C.

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